Il tema “La cinematografia italiana”

La data di nascita della cinematografia italiana si fa risalire al 1913. Con lo sviluppo del cinema sonoro la produzione italiana si orientò verso il film comico-sentimentale.

Negli anni 30’ a Roma fu creata la “Cinecittà”, centro dellàindustria cinematografica.Più di 70 padiglioni di presa lanciano in media 150 film all’anno compresi dei film in bianco e nero, a colori. Quanto ai generi, vengono prodotti dei:

  • film a soggetto
  • film storici
  • musicali
  • eroici
  • sentimentali
  • film western
  • gialli
  • documentari di corto metraggio
  • i cartoni animati e
  • il cinegiornale

Il neorealismo nel cinema italiano

 Il cinema italiano (dopo il 1945) ha occupato una posizione importante dovuta allo sviluppo del neorealismo. La scuola neorealista si è formata grazie al movimento della Resistenza nella lotta antifascista. I primi film neorealistici venivano girati per strada, come documentari, con scenari suggeriti dalla vita stessa del popolo. I film “Roma città aperta” di Roberto Rossellini e “Terra trema” di Luchino Visconti sono stati pensati come documentari, ma poi trasformati nei film a soggetto, sono diventati capolavori del neorealismo.

Fra i temi principali del nuovo cinema erano:

  • il tema della vita del popolo nella lotta per l’indipendenza nazionale
  • i problemi del dopoguerra (come la lotta contro la mafia, il lavoro infantile e la disoccupazione)
  • la vita e il lavoro dei ragazzi del popolo diventa soggetto del famoso film “Sciuscià”, diretto da Vittorio De Sica e interpretato da attori non professionisti che racconta di due piccoli lustrascarpe (“sciuscià” appunto nel gergo di allora), del loro sogno (l’acquisto di un cavallo bianco) e della loro realtà (un furto, il carcere, la morte).

Sviluppando le tradizioni del neorealismo, negli anni 60’ appaiono dei film соn le idee del rinnovamento sociale, pellicole che smascherano senza pietà – gli ideali della borghesia italiana e della sua arte, come “La dolce vita” (1960) e “81/2 (“Otto e mezzo”‘) (1963) di Federico Fellini e “La notte” (1961) di Michelangelo Antonioni. Nello stesso tempo furono proiettati dei film importanti come il cineromanzo sociale “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti e il film antifascista “Generale della Rovere” di Roberto Rossellini.

Vorrei raccontare un po’ dei più famosi registi italiani:

Federico Fellini (1920) ha esordito  nel cinema come sceneggiatore ma è diventato famoso come regista grazie alle sue pellicole “La dolce vita” e “Otto e mezzo” (1963) che avevano un successo trionfale sugli schermi di tutto il mondo. La trama della “Dolce vita”‘ è ben nota: un giovane giornalista, con le sue aspirazioni all’efficace lavoro creativo e alla libertà, diventa un oggetto di continua compravendita. “Otto e mezzo” è diventato il classico ritratto dell’uomo perennemente in dubbio fra l’espressione di sé e la carriera, la verità e la vanità, la moglie e l’amante finché affiora la morale che tutto è vita e noi ne facciamo parte.

Michelangelo Antonioni (1918)  è stato giornalista e critico cinematografico, assistente alla regia con Carne e Rossellini, e sceneggiatore.

I suoi film a soggetto possono esser suddivisi in alcuni gruppi.

Nel primo gruppo (o periodo) vi sono dei drammi psicologici: “I vinti”, “Le amiche” (1955), ecc.

Il secondo periodo è quello che lo ha reso famoso in tutto il mondo, comprende “L’ avventura, “La notte” (1961) e svolge il tema della solitudine dell’uomo nella realtà ostile.

Il terzo periodo si sviluppa sotto il segno della ricerca.

Antonioni è considerato uno dei piu colti, sensibili, e inquieti ingegni del cinema italiano.

Luchino Visconti (1906) è conosciuto non solo come regista cinematografico, ma anche come quello del teatro di prosa e nella lirica.

In cinema ha esordito come assistente di Renoir alla regia con “Ossessione”, uno dei primi film del neorealismo italiano. Seguirono nel 1948 “La terra trema”, libero rifacimento dei “Malavoglia” di Verga, “Le notti bianche” una riduzione da Dostoievskij, “Il gattopardo” (riduzione dal romanzo di Lampedusa). Gli ultimi suoi film sono una trilogia, dedicata alla cultura tedesca, e una confessione autobiografica “Gruppo di una famiglia in un interno” (1975).

 Negli anni sessanta-settanta appare una tendenza nuova, quella del “film politici (dei registi Rosi, Petri e Damiani), fra cui sono famose le pellicole che riguardano le attività della mafia.

Il neorealismo sia nella cinematografia che nella letteratura ha dato un contributo decisivo non solo nella vita artistica italiana, ma ha influenzato l’arte di tanti altri paesi, avendo creato tanti personaggi indimenticabili, seri e buffi, che fanno pietà о suscitano l’odio, insomma non ci lasciano indifferenti, ci fanno pensare alle loro sorti, il che è lo scopo principale di ogni opera d’arte. 

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